martedì 9 aprile 2013

The Walking Dead Survival Instinct - Recensione

La vacca The Walking Dead viene munta da ogni dove e The Walking Dead - Survival Instinct ne è solo l'ultimo esempio. Ma in questo caso siamo di fronte ad un prodotto valido? Scopriamolo insieme con questa recensione, dopo il salto!


Il videogioco in questione è stato mal accolto se non addirittura massacrato nelle varie recensioni che circolano in rete, ma è anche vero che nel mondo videoludico odierno, i voti sembrano essere divenuti qualcosa di cui non se ne capisce più il significato: o prendono nove, o fanno schifo. Vediamo allora di fare una critica un po più ragionata...

CHE TIPO DI GIOCATORE SEI?

La risposta a questa domanda è fondamentale, perchè The Walking Dead - Survival Instinct ha luci ed ombre molto nette. Se cercate un gioco all'ultimo grido, se per voi la grafica ha un ruolo più importante delle dinamiche, se credevate di trovarvi davanti ad uno sparatutto a tema Zombie... ok, lasciatelo sullo scaffale e interrompete pure la lettura! Cominciamo proprio dalla grafica: non è proprio il massimo, e lo si capisce da subito. Da l'impressione di vecchio, di malfatto o di entrambe le cose. Gli scenari e le texture spesso si ripetono, sicuramente non è il suo punto di forza. Le dinamiche dei combattimenti sono semplicistiche e l'intelligenza dei nemici (che essendo Zombie già di per se è  bassa!) lo rende un gioco davvero molto semplice, da questo punto di vista. Anche la struttura del gioco è semplicistica, la libertà d'azione non molta e le meccaniche molto ripetitive. Insomma, bisogna concordare con i voti negativi visti su siti e riviste, un bel quattro non glie lo toglie nessuno.

OMBRE TANTE, MA QUALCHE LUCE C'E'

Ci sono però alcuni spunti che meritano un'occhiata più approfondita. Per farlo, vediamo nel dettaglio come il gioco si svolge. Nei panni di Daryl Dixon, affronteremo un viaggio che ci porterà ad Atlanta, un viaggio in diverse tappe prima alla ricerca del fratello Merle e successivamente alla ricerca di una via di fuga al recente Outbreak. Nel corso di questo viaggio, incontreremo diversi superstiti che ci offriranno missioni secondarie che a seconda della riuscita o meno, potremo portare con noi nel nostro viaggio.


Iniziamo dal vero punto di forza del gioco: il doppiaggio. I fratelli Dixon sono infatti doppiati dagli attori della serie tv, e per chi vede The Walking Dead in lingua originale, questo diventa un valore aggiunto non da poco. E' infatti un piacere sentire le loro voci, soprattutto per quanto riguarda Merle. Un altro fattore interessante è la rigiocabilità del titolo, infatti per raggiungere Atlanta dovremo scegliere un percorso che in alcuni punti è obbligato mentre in altri ci mette di fronte a dei bivi. In questo modo, per vedere tutte le location, il gioco dev'essere rigiocato almeno due volte. Inoltre, per muoversi da una città all'altra, avremo a disposizione diversi veicoli che troveremo man mano, ciascuno con diverse caratteristiche fondamentali: consumo, anno di produzione (e quindi possibilità di guasti), capacità del bagagliaio e posti disponibili. Il consumo è molto importante in quanto le località sono molto distanti tra di loro ed ogni qualvolta finiremo la benzina dovremmo fermarci in paesini sperduti a cercare di reperire altro carburante per proseguire il viaggio. Allo stesso modo funzionano i guasti, con Daryl che dovrà cercare pezzi di ricambio. La capienza del baule indica la quantità di oggetti (armi, munizioni, medicine, etc.) che potremo trasportare con noi e tra le quali potremo scegliere cosa effettivamente portare in missione una volta giunti alla meta, mentre il numero dei posti, chiaramente, ci costringerà a scegliere quali superstiti portare con noi e quali abbandonare per sempre al loro destino (in base ai superstiti con i quali si finisce il gioco vengono sbloccati dei bonus per le partite successive). I superstiti possono anche essere mandati in ricognizione mentre svolgiamo la missione principale, così da reperire per noi benzina, cibo o munizioni. Naturalmente c'è un fattore di rischio in questa ricerca che dipenderà sia dal loro numero, sia dalle loro caratteristiche, sia dalle armi che metteremo loro a disposizione. Sempre a proposito del viaggio, va segnalato che ogni località potrà essere raggiunta sia per strade secondarie, per strade principali e sia tramite autostrade. In base alla scelta cambierà il consumo di carburante così come la probabilità di trovare lungo il cammino luoghi potenzialmente interessanti (eventi random non legati alla storia principale) dove potremo scegliere di fermarci alla ricerca di provviste, munizioni, altri superstiti e così via. Infine c'è la trama principale che, vedendo come protagonisti Merle e Daryl, per i fan della serie tv è senz'altro un punto a favore. Un sacco di belle cose interessanti senza ombra di dubbio, che fanno portare a casa al gioco un otto pieno.


TRA LUCI ED OMBRE, UNA MAREA DI GRIGI

Io definirei The Walking Dead - Survival Instinct il gioco del vorrei ma non posso. Cominciamo a smantellare tutti i punti positivi... Le missioni secondarie date dai sopravvissuti sono banali ed insignificanti. Poterli mandare in giro perde in fretta il suo significato quando, neanche a metà gioco, scopri che il baule della tua auto è già ricolmo sia di cibo che di munizioni. La storyline principale (retta esclusivamente dalla simpatia di Merle) poteva essere approfondita meglio e sicuramente doveva essere molto più lunga. Le soste "a sorpresa" sono piacevolissime ma purtroppo i luoghi si ripetono un po troppo spesso, togliendo così il piacere della scoperta. In una partita, ad esempio, mi sono trovato a fermarmi tre volte nello stesso campeggio che ormai conoscevo a memoria. Anche gli imprevisti, come ad esempio un blocco stradale in cui dovremo spingere le vetture che occupano la carreggiata, sono pochi e tutti nello stesso scenario. Infine anche la differenza tra le varie armi è davvero molto piccola, rendendo così quasi quasi indifferente la scelta e, di conseguenza, annullandone la varietà, già di per se proprio non eccellente.

COME GIUDICARLO

Io farei la media tra gli aspetti positivi e quelli negativi, facendone venire fuori un sei e mezzo. Non è un gioco da disprezzare, ha spunti originali e svolge il suo dovere (che è quello di intrattenere, non di essere il miglior gioco dell'anno) egregiamente. Non è un capolavoro ma nemmeno una schifezza come ho letto da qualche parte. Vale 50€? Assolutamente no. Ma può valerne la pena quando il prezzo scenderà, soprattutto per tutti coloro che hanno amato la serie tv. Quello che dispiace è pensare a ciò che il gioco sarebbe potuto essere se tutte le idee messe dentro fossero state approfondite. Tante buone basi, ma sprecate...