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12 gennaio 2015

Dal passato tecniche anti-resurrezione

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La paura che i morti potessero tornare in vita e recar danno ai viventi in passato era molto forte, non solo durante le epidemie, ma anche nel caso della morte di individui socialmente pericolosi o trapassati con forti rimpianti (o fuori dalla "grazia divina"). Continuate a leggere per scoprire come il problema del ritorno dalla morte veniva affrontato in Europa.

L'Inhumation précipitée (Antoine Wiertz - 1854)

Iniziamo col dire che la differenza tra vampiro, Zombie e revenant non è così netta da poter permettere di catalogare le figure di cui vi parleremo oggi, cosa certa è che di tutte si voleva impedire il ritorno!

Bisogna innanzitutto chiarire come non tutte le cosiddette "sepolture anomale" trovate dagli archeologi siano risultato di pratiche atte ad impedire il ritorno del defunto, a volte erano semplicemente frutto di particolari rituali (non solo pratiche sacrificali, ma anche precisi gesti atti ad umiliare il defunto). Noi qui ci limitiamo a segnalare i casi più sicuri di sepolture anti-ritornanti ovviamente senza alcuna pretesa di trattare l'argomento in maniera esaustiva.

Prima di mostrarvi i resti di sepolture anomale vi segnalioamo un brano di un trattato medioevale dedicato ai ritornanti, il De Masticatione Mortuorum pubblicato a Lipsia nel 1679 da Philipp Roh:
Coloro che si sono interessati dei riti funebri e dei misteri della morte non hanno tralasciato di registrare che, in tutte le epoche, sono stati trovati dei cadaveri che sembravano aver divorato il sudario in cui erano avvolti [i "Nachzehrer" della tradizione di Baviera e Slesia nd.ZKB], e nel fare ciò aver provocato rumori simili a grugniti, come fanno i maiali quando masticano e grufolano. [...] Il Diavolo può compiere le cose più incredibili riguardo ai corpi defunti, e far sì che questi straordinari eventi facciano sembrare che i cadaveri siano di nuovo vivi e forniti di anima e di intelletto. [...] È evidente che il Diavolo è incapace di compiere naturalmente qualsiasi azione corporea, poiché non è fornito di corpo proprio. Perciò se desidera compiere qualsiasi azione egli abusa della nostra natura umana, fornendo di energia qualche corpo che è puramente passivo, o ancora egli compie ciò rivitalizzando falsamente con dei movimenti alcuni corpi di defunti come se fossero loro stessi forniti di movimento, cosicché possono stimolare tali effetti come nell'ordine naturale delle cose accadrebbe da parte di un corpo animato dall'anima. [...] Perciò si può affermare, senza alcun dubbio, che questi cadaveri compiono l'atto della manducazione, sebbene non lo facciano di propria iniziativa ma per qualche potere estraneo, vale a dire che essi non sono altro che degli strumenti che causano questa operazione.
[brano tratto da "Vampiri e lupi mannari di Erberto Petoia"]
Questo brano aiuta a capire come, in un periodo in cui l'Europa era ormai cristianizzata, la presenza di possibili morti pericolosi per i vivi veniva interpretata come opera del diavolo. Per la cronaca la masticazione di un sudario può essere spiegata osservando i liquidi rilasciati dall'apparato digerente di un cadavere, che possono fuoriuscire da bocca e naso (creando l'illusione di trovarsi di fronte ad un vampiro se, come capitava nei periodi di peste, si aprivano le tombe per far spazio a nuove sepolture o per cercare una causa soprannaturale al morbo) e che impregnando il sudario provocando lacerazioni del tessuto.

Iniziamo la nostra rassegna archeologica con il vampiro (o, meglio, "la vampira") più famoso d'Italia, la cui sepoltura è stata scoperta sull’isola di Lazzaretto Nuovo (Venezia). La sepoltura, risalente al periodo della pestilenza che colpì la zona negli anni 1575-1577, è attribuibile ad un nachzehrer (di cui abbiamo parlato poco sopra) e l'unico modo per renderlo inoffensivo era bloccarne la masticazione con il metodo visibile nell'immagine sottostante. Per maggiori dettagli leggere l'intervista all'antropologo forense Matteo Borrini.

Il vampiro di Venezia
Il vampiro di Venezia

Simili sepolture, in cui la cavità buccale del defunto era ostruita da una pietra, sono state trovate anche in tombe molto più antiche, un esempio è quello che degli scavi di Kilteasheen (Irlanda) dove ben 2 sepolture dell'VIII secolo mostravano tale pratica:

Kilteasheen (Irlanda)
Kilteasheen (Irlanda)

Dai lavori eseguiti a Bologna per il cantiere della Nuova Stazione di via de' Carracci è stata trovata una necropoli databile tra il I ed il III secolo d.C. di cui riportiamo due esempi (per maggiori dettagli consultare La Necropoli Romana di Bologna, dal I sec. d.C. Archeologia e Alta Velocità: gli scavi nella nuova stazione TAV). Iniziamo con la tomba 109 (databile al I secolo d.C.) in cui fu deposta una donna adulta il cui cranio, piegato in modo innaturale, fu trafitto da un chiodo. Interessante notare, poi, come i piedi amputati si trovavano allineati ognuno a fianco della tibia relativa, quello destro posto con il tallone girato verso l’alto, quello sinistro col tallone rivolto verso il basso.

Bologna tomba 109 (via de Carracci)
Bologna tomba 109 (via de Carracci), a destra un particolare della sepoltura
in cui si vede il chiodo che perfora il cranio

Sempre della stessa necropoli fu trovata la sepoltura (tomba 161) di un uomo trai i 25 ed i 35 anni sepolto in posizione prona (a pancia in giù) con gli avambracci ripiegati sotto il corpo. Non solo la posizione prona pare indicare un tentativo di impedire il ritorno al defunto, ma anche le gambe distese ed i piedi sovrapposti portano gli archeologio ad ipotizzare un cadavere immobilizzato da legacci nel suo sudario (sul corpo erano anche poste delle tegole).

Bologna tomba 161 (via de Carracci)
Bologna tomba 161 (via de Carracci)

Come abbiamo visto tra le pratiche per impedire il "ritorno" vi era anche la perforazione del cranio (Romero non ha inventato nulla!); questi "teschi chiodati" secondo l'antropologo Renato Grilletto che ha studiato i crani (XI-XV secolo) ritrovati nell'abbazia della Novalesa (Torino) derivavano “per far uscire il genio malefico o per distruggere lo spirito del morto affinché non desse fastidio ai vivi (...) In Piemonte poi si è sempre parlato dei revenants che non sono solo fantasmi, ma vere entità di trapassati che, come suggerisce il nome stesso, ritornano tra i vivi”.

<div style="text-align: center;"> <span style="font-size: 85%;">Cranio rinvenuto nella cripta della basilica di S. Pietro, a Bologna. VIII-X sec</span></div>
Cranio rinvenuto nella cripta della basilica di S. Pietro, a Bologna. VIII-X sec

Particolare il caso della cosiddetta "strega" ritrovata nel della Cappella di San Cerbone a Baratti (Livorno). Questa donna, vissuta intorno al 1300, nel cavo orale aveva cinque chiodi (di cui tre erano ricurvi, ma l'assenza di lesioni mostra come tutti furono "inseriti" anzichè "inchiodati"); altri 9 chiodi erano stati invece conficcati allo scopo di “ancorare” il corpo al terreno (per maggiori dettagli consultate questo sito):

Baratti (LI) tomba S64
Baratti (LI) tomba S64 con particolare del cranio (con chiodi);
la freccia indica il nord

In Inghilterra a Southwell nel 1959 venne scoperto uno scheletro, databile tra il 550 ed il 700 d.C., trafitto da chiodi su spalle, stenro e caviglie (per maggiori dettagli consultare The Dangerous Dead: The Early Medieval deviant burial at Southwell, Nottinghamshire in a wider context).

Southwell (Inghilterra)
Southwell (Inghilterra), unica foto della sepoltura;
lo scheletro inchiodato è quello a sinistra

A Gliwice (Polonia) gli archeologi hanno trovato scheletri decapitati con il cranio deposta tra le gambe (da non confondere con la pratica usata nelle sepolture gladiatorie di York):

scheletro di Gliwice (Polonia)
scheletro di Gliwice (Polonia)

Veniamo ora ad uno scheletro del XIII secolo trovato in Bulgaria nel corso degli scavi dell'antica città tracia di Peperikon. Lo scheletro, appartenuto ad un uomo d'età compresa tra i 40 ed i 50 anni, non solo aveva le ossa della gamba sinistra staccate dal corpo e disposte a lato della sepoltura, ma aveva anche il vomere di un aratro conficcato nel corpo a rompere la gabbia toracica e la spalla:

Scheletro di Peperikon (XIII sce.)
Scheletro di Peperikon (XIII sce.)

Chiudiamo con una sepoltura che merita il primo premio come "trappola anti-Zombie"! In uno scavo a Drawsko (nell’odierna Polonia) sono state portate alla luce diverse sepolture, datate tra il XVII ed il XVIII secolo, di individui morti a seguito di un'epidemia di colore. Oltre alle classiche pietre poste in bocca o sotto il mento, sono state ritrobvati ben 5 scheletri interrati con una falce sulla gola o sull’addome, in modo che si sarebbero tagliati la testa o la pancia nel caso avessero tentato di uscire dalla tomba! (maggiori dettagli nell'articolo Apotropaic Practices and the Undead: A Biogeochemical Assessment of Deviant Burials in Post-Medieval Poland)

Drawsko (Polonia)
Drawsko (Polonia)

Un ultimo articolo che ci sentiamo di consigliare sull'argomento oggi trattato è Time to Slay Vampire Burials? The Archaeological and Historical Evidence for Vampires in Europe.

Rimanete sintonizzati su ZKB per conoscere ogni aspetto della storia Zombie!

[Fonte: Il fatto storico - Archeo - Historycast]

SpleenLady

name[SpleenLady] image[https://1.bp.blogspot.com/-cd1BNoPd9dw/WVfEb5DdC4I/AAAAAAAAIEg/w-6mSCcLYHA8ocBvTt_gS6_bctBQAEHgwCLcBGAs/s320/spleen_lady.jpg] description[All'età di sette anni si imbatte ne L'alba dei Morti Viventi, l'albo di Dylan Dog e fu orrore a prima vista. Si innamora perdutamente della fantasia di Tiziano Sclavi e dei suoi Zombie, adorando specialmente DellaMorte DellAmore. La passione per i non morti e tutto ciò che li riguarda non l'ha più lasciata. Li ritiene affascinanti creature che, pur nel male, offrono ai più deboli giustizia e riscatto.]

Richard_Targaryen

name[Richard_Targaryen] image[https://2.bp.blogspot.com/-fTkfso7kY9g/WVeM2u4WQpI/AAAAAAAACv0/fhocdH3Wwo4a4JbOu3TkH66tDGjnpQr_ACK4BGAYYCw/s113/28-days-later-zombie.jpg] description[Zombofilo di nuova generazione, ama i classici di Romero ma anche i più trasgressivi zombie movie dell’ultimo ventennio. Appassionato dell' horror sin da piccolo grazie all'influenza della madre che gli ha trasmesso la passione per Dylan Dog, trova il genere Zombie l'unico in grado di stupirlo sempre. Predilige le produzioni violente e movimentate, un po' meno quelle introspettive alla The Walking Dead.]

DarkSchneider

name[DarkSchneider] image[https://2.bp.blogspot.com/-sLmsRSf89ns/UFSENWkMphI/AAAAAAAABU4/ztVPuXNzhNY/s1600/gattino.jpg] description[Reputa "Zombi" di Romero, il miglior film horror di tutti i tempi. Sempre da piccolo fu influenzato dal videoclip "Thriller" di Michael Jackson e da "Il ritorno dei morti viventi" di Dan O'Bannon. Vorrebbe segretamente essere un lupo mannaro. Ama gli Zombie (unici mostri in grado di terrorizzarlo), le esplosioni e le donne… ecco perché stravede per "L’alba dei morti viventi" di Zack Snyder. Odia profondamente gli Zombie movie di Lucio Fulci.]

Zombie Hunter

name[Zombie Hunter] image[https://2.bp.blogspot.com/-kJ-w-_t2yYc/Us5owP9hhRI/AAAAAAAAHdg/NXDTvwy-trs/s151/*] description[Ha smarrito la strada nel lontano 2009 quando ha deciso di fondare Zombie KB. Da allora deambula per l'Europa cercando riparo nei luoghi più remoti e inaccessibili lontano dalla civiltà. E' appassionato di tecniche di sopravvivenza in scenari post-apocalittici e nei combattimenti con armi da taglio. Non riuscendo tuttavia a trovare un mondo invaso dagli Zombie vive in un perenne stato di allucinazione auto indotto.]

Grimwolf

name[Grimwolf] image[https://2.bp.blogspot.com/-E_Kw6-6U1bo/USjzT6MQkcI/AAAAAAAAAIA/04bUj2iDUHU/s113/tumblr_lwz9qvASf21r1tij7o1_500.jpg] description[Arruolato nelle file di ZKB, è solito rimanere nella sua isolata tana, da cui si connette famelicamente alla rete alla ricerca di informazioni sulla prossima infezione Zombi. Tra un ululato e l'altro adora perdersi nei videogiochi, nel mondo militare e nella consapevolezza che solo nella morte si cela la conoscenza finale. Nel mentre, come da ordini, falcia le orde non-morte a suon di morsi, news e mitragliatrici pesanti.]

jackson1966

name[jackson1966] image[https://3.bp.blogspot.com/-QyOz8hXpGsQ/UmWBrW_IOXI/AAAAAAAAHXk/bXmFMlYQDxg/s1600/zombiekb_the-walking-dead-season-4-norman-reedus.jpg] description[E' una vecchietta nata a Milano nel 1966 che ha studiato medicina e ama, da praticamente quando ha avuto la capacità di pensare e comprendere il mondo esterno, il mondo horror ed in particolare gli Zombie. Cresciuta nel mito di Romero ascoltando i ragazzi più grandi di lei che parlavano con orrore e soggezione della “Notte dei morti viventi”.]

Alessia Gasparella

name[Alessia Gasparella] image[https://2.bp.blogspot.com/-geptjm5AhcU/TgMyxDnccRI/AAAAAAAAAIk/z_CJTIWovaY/s151/bbd.jpg] description[Ha iniziato a collaborare con Zombie KB per continuare a nutrire il suo smisurato amore per i cari, vecchi, morti viventi e diffondere il verbo a più persone possibili. La sua missione principale è quella di far conoscere i film Zombie che più ha amato, raccolti nella rubrica Zombie D'Essai, e convincere il mondo che sono delle perle! Oltre ai lungometraggi, ama parlare dei corti che spesso hanno bisogno di una mano per essere diffusi.]

ZomBitch!

name[ZomBitch!] image[https://1.bp.blogspot.com/-BtpuTi1hKhg/TvDrpanNGfI/AAAAAAAAAAQ/wSVr5LDSeqE/s151/dr.rockso.jpg] description[Colorito da Zombie, occhiaie da Zombie, si nutre di libri, fumetti, film-serie, musica, graphic e street-art senza sosta, come uno Zombie. Gli piacciono le robe creative, diverse, le robe da matti, il noir e lo humor nero. Lavora come copywriter e giornalista-editor, ma scrive su Zombie KB per infettare più vergini possibili con quest'implacabile Z-addiction...il suo motto? Fate piano con Zombie KB: there's no hope!]